Una rete di solidarietà da Nocera Superiore passando per Rocca piemonte..per arrivare a Castel San Giorgio..così stiamo accogliendo le famiglie Ucraine.

Di Anna Cicalese

Al momento sono una trentina le persone accolte dalle parrocchie di Nocera Superiore e Roccapiemonte.. grazie ad una rete di volontari che mettono a disposizione appartamenti, risorse e tempo. Nasce così un gruppo di cittadini coadiuvati dalle varie associazioni e parrocchie sul territorio che ogni giorno si adoperano affinché mamme e bambini SCAPPATI DA TERRORE E DISTRUZIONE…sarà forte definire in questo modo quello che sta avvenendo nel mondo…ma è così.. anche il Papa utilizza ogni giorno questi termini perché raccontano la Verità..

I bambini chiedono di tornare nelle loro case…di giocare con i loro giochi…di riabbracciare nonni e papà ….

Nocera Superiore ..Pecorari..Rita Sorrentino della Nova Sociale mi racconta“Quando è scoppiata la guerra nella nostra parrocchia sono arrivate alcune mamme con bambini ucraini. Sono arrivate tramite il passaparola, magari attraverso le proprie madri che avevano in passato vissuto presso le famiglie italiane, chi ha potuto ha aperto le porte della propria casa, anche se all’inizio non si sapeva bene cosa fare” poi c’è Luisa Trezza, collega della Città e di un giornale web abita a Roccapiemonte, in una grande casa con cagnoloni presi da sempre in rifugi..ultimamente anche due maialine allietano le giornate frenetiche e già fin troppo piene della giornalista…i figli ormai all’università ed il ricordo della bambina ospitata quando ancora era fidanzata con l’attuale marito..erano i tempi del disastro di chernobil quando tante famiglie italiane ospitavano questi bimbi per regalare aria pulita..e tanto amore disinteressato,non si erano perse di vista..qualche volta capita..ma il richiamo è stato forte e Luisa va a prendete questa ormai giovane mamma..alla frontiera non è da sola c’è un numero importante di persone che vogliono lasciarsi alle spalle le immagini catastrofiche di un film che stanno vivendo sulla propria pelle…si viaggia di notte si passano ore insieme…ed un gruppo di volontari che fanno parte della rete…delle parrocchie e privati scelgono di guidare ed ospitare le anime ferite…

Poi le associazioni come la Nova Sociale..che gia il nome racconta gli intenti .. attraverso la selezione del cuore… che ha adottato da sempre Rita Sorrentino.. donna unica e speciale…si arriva ben presto ad un progetto disegnato apposta per accogliere un bambino ….una madre…un giovane…con lasciatemi passare il termine” bisogni SOCIALI….Alessia Virna…MariaRosaria e Chiara…..e tutta la una squadra di esperti in svariati campi..OGNI GIORNO..scelgono di essere al servizio del sociale…arte…italiano…matematica…una Scuola che NON INSEGNA….MA ACCOGLIE le esigenze di INTEGRAZIONE E SOCIALIZZAZIONE…senza tralasciare il COLORE…LE IMMAGINI PARLANO DA SOLE…

Ogni settimana nei locali messi a disposizione da Don Raffaele a Pecorari…Don Giuseppe a Croce Mallone ci si può sentire tutti dello stesso PAESE..NON SI SA PER QUANTO TEMPO…si spera per POCO…sarà una gioia SALUTARE queste famiglie strappate ai loro affetti…ma fino ad allora..NOI CI SAREMO.

Luisa“Stiamo seguendo più da vicino mamme con figli, in Italia dallo scorso primo marzo sono una famiglia su cinque che dispone di case abbastanza grandi per ospitare”. Fin da subito, intorno alla parrocchia di Rocca Piemonte….di Croce Mallone e di Pecorari si è creata una rete di volontariato spontaneo. “La cosa bella è stata l’attivazione immediata – spiegano la giornalista Luisa e la signora Sorrentino–: chi cercava i vestiti o altri generi di prima necessità, chi ha dato la disponibilità ad accompagnare e andare a riprendere il bambino più grande che è stato subito inserito nella scuola di quartiere, piuttosto della mamma che ha cominciato a studiare l’italiano… collaborare al servizio delle mamme con bambini provenienti dall’Ucraina. E poi ci sono io… Personalmente oltre al giornalismo sono impegnata in svariati campi nell’ambito della scuola per le mamme e adolescenti ucraini, ma cerco anche di dare una mano a fare in modo che i bambini conducano una vita il più normale possibile, regalo divertimento e tanta CREATTIVITÀ…. mi piace utilizzate questo termine che è diventato una costante nella mia vita..E poi cerchiamo di trovare un lavoro alle madri, che vogliono essere indipendenti. Ogni giorno c’è un mondo di cose da fare”.

l’intera comunità fa rete intorno alla famiglia che accoglie. La RETE è fondamentale, non bisogna agire solo di pancia, bisogna far procedere la pancia insieme con la testa”. Questo è quello che sta succedendo a CastelSangiorgio…tra le altre cose, anche in precedenza i nuclei familiari ucraini, come quelli colpiti dalla crisi economica post e pre-pandemia, potevano usufruire di un servizio di assistenza e sostegno indetto dall’amministrazione Lanzara….consegna e ritiro di buoni spesa…tutto sull’amore tutto sulla condivisione, queste sono quelle STORIE che amo raccontare, vorrei per esse il lieto fine….una finestra sul SOLE…speriamo quanto prima di poterlo fare…intanto noi ci siamo..

Di Anna Cicalese

Il bambino ucraino con le mani aperte ed il colore della bandiera è stato scelto da me come SIMBOLO DI GRANDE AMORE..

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